Il caffé del Signor Bézier


vettori vs. pixel… [seconda parte]
22 luglio 2010, 18:54
Filed under: Tecnica

Riprendiamo il discorso sulle differenze fra i due tipi di codifica delle immagini: avevamo parlato di bitmap e ora parliamo di vettoriale.

Nella grafica vettoriale le immagini vengono riprodotte attraverso calcoli matematici che disegnano primitive geometriche: punti, rette e curve a formare poligoni che, composti fra di loro e a più livelli, vanno a costituire l’immagine definitiva; per fare ciò dobbiamo immaginare di scomporre qualunque oggetto o figura che vogliamo riprodurre in un insieme di figure semplici composte fra di loro.

1) Costruzione del disegno con l’aiuto dei poligoni e delle figure geometriche;
2) Composizione della figura eliminando le linee in eccesso;
3) Attribuzione dei colori alla figura ottenuta;
4) Completamento con ombre ed effetti.

Quando mi affacciai per la prima volta al vettoriale (sono autodidatta e avevo iniziato a disegnare con il paint di windows, trovandolo eccezionale…giuro!) mi ci volle un po’ per capire che per comporre un disegno avrei dovuto procedere sovrapponendo poligoni perché in effetti il concetto era diverso dal disegno a mano libera che avevo praticato fino ad allora.

Dopo questa piccola spiegazione sulle differenze fra il disegno vettoriale e le tecniche classiche, torno nel vivo del funzionamento di questa tecnica: prima si parlava di punti, rette e curve che vanno a formare i poligoni.

La peculiarità, che poi è anche il vantaggio, di linee generate  da formule matematiche, è che le figure riprodotte non perdono mai in risoluzione perché ad ogni ingrandimento la figura viene ricalcolata restituendo le linee nette e pulite. Nella foto è possibile vedere la differenza fra un ingrandimento di un’immagine bitmap ad una buona risoluzione, come 150dpi, e l’ingrandimento di un’immagine vettoriale: le linee di quest’ultima appaiono nitide e pulite.

Anche la realizzazione pratica di un disegno vettoriale si differenzia dal disegno a mano libera o con un programma per grafica bitmap anche se negli ultimi anni i programmi di grafica vettoriale si sono molto evoluti e, anche grazie all’utilizzo di tavolette grafiche sempre migliori, è possibile disegnare a mano libera con ottimi risultati; tuttavia le curve che ne scaturiscono possono essere gestite da nodi che tramite le apposite maniglie possono essere modificati e spostati.

Nell’immagine è possibile vedere il particolare del poligono selezionato (colorato in giallo) con le linee di selezione (in verde) e i nodi sul perimetro del poligono che vanno a delineare la forma grazie a curve ed angoli creati manovrando nodi e maniglie.

I vettori che sono alla base di questo tipo di immagini rendono possibile l’invio dei dati a macchinari tipo plotter da taglio che, decodificando i dati, riescono a riprodursi la sagoma da ritagliare.

Malgrado il primo impatto, avvenuto oramai 17 anni fa, non sia stato dei migliori, attualmente la grafica vettoriale è quella che preferisco e che uso con più gusto nei miei lavori; mi piace la pulizia delle linee e la riproduzione della realtà – che ammetto essere una mia fissazione – mi appare sempre come una nuova sfida.

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vettori vs. pixel… [prima parte]
21 luglio 2010, 09:37
Filed under: Tecnica

Come ogni cosa, parto dalle basi affrontando le differenze fra la grafica bitmap e la grafica vettoriale che sono due differenti metodi di codifica delle immagini.

Nel primo caso le immagini sono formate da pixel composti in una mappa di bit o un reticolato (raster, appunto). Per capire meglio di cosa stiamo parlando potremmo immaginare un reticolato fitto fitto, una minuscola scacchiera dove ad ogni quadratino corrisponde un colore che poi andrà a definire l’immagine e a seconda della densità di questi quadratini avremo la risoluzione dell’immagine.

Ad esempio:

Questa è un’immagine salvata con una risoluzione a 72dpi: è possibile percepire la sgranatura dei pixel e il risultato è un’immagine quasi sporca, incerta.
Questa è un’immagine salvata con una risoluzione a 150dpi: l’immagine risulta più omogenea, non sono visibili le sporcature e l’aspetto alla vista non è sgradevole.
Confrontando i particolari ingranditi possiamo notare che in entrambe sono visibili i pixel, ma pur ingrandendo l’immagine, quella a 150 dpi risulta ancora migliore della risoluzione minore.

Queste differenze, tuttavia, sono maggiormente visibili sul risultato di stampa, in quanto la risoluzione a video è sempre a 72 dpi perché la densità dei pixel nei monitor è quella e non è variabile.

Questo tipo di immagini può essere salvato in diversi formati che vanno a comprimerne più o meno i dati e questo livello di compressione determinerà anche la grandezza, il peso, del file finale: minore sarà la compressione, maggiore sarà la dimensione del file e più resterà elevata la risoluzione del file lasciando intatta l’immagine.