Il caffé del Signor Bézier


Artista o artigiano?
26 luglio 2010, 09:38
Filed under: Dintorni

Partendo dalla definizione “art” associata alla tecnica che usa i pixel per creare illustrazioni, la domanda che viene da pormi è: cos’è l’arte? E chi può essere definito artista?

Così come chi fa o suona musica può essere definito musicista, anche chi pratica l’arte dovrebbe essere definito artista ma spesso c’è un timore reverenziale nei confronti di questa definizione.
Ho una cara amica, Ilenia Conidi, bravissima scultrice che lavora nel campo della scenografia; sono sue le sculture per opere teatrali di Zeffirelli e Ferretti; per pellicole cinematografiche (The life aquatic – Wes Anderson) o televisive (Roma). È un’amica molto cara, ma sono obiettiva nel dire che è veramente molto brava, eppure guai ad appellarla artista: lei si “limita” a riprodurre, non a creare e questo la fa sentire un’artigiana e non un’artista, anche se dalle sue mani vengono fuori cose di questo tipo:

        
In questo foto ci sono alcune fasi della lavorazione di un blocco di polistirolo: dal disegno alla scultura finale.

Forse il succo della questione è solo di natura semantica perché scambiamo un sostantivo per aggettivo qualificativo, ma più precisamente credo che la differenza fondamentale fra essere artigiano e artista sia che nel primo caso si ricorre all’arte – che sia scultura, pittura, o lavorazione di materiali – per produrre oggetti di uso comune, mentre ciò che produce l’artista è qualcosa di norma fine a sé stesso, che va ammirato ma non utilizzato: questo, a mio avviso, non mette le due cose in contrapposizione, sono solo due aspetti dell’applicazione artistica, entrambi validi ed apprezzabili.

Incensarsi in modo eccessivo senz’altro non è cosa buona, ma anche la falsa modestia non porta da nessuna parte. So bene che se si pensa che vengono definiti artisti personaggi come Michelangelo, come Borromomini o Caravaggio ci si sente piccoli e indegni di rientrare nella stessa categoria, ma non ci si dovrebbe schernire troppo dai complimenti: ciò che la coscienza di noi stessi fa alla nostra autostima e, quindi, alla serena capacità di tirar fuori idee da realizzare con l’aiuto dell’arte è davvero troppo bello e soddisfacente da lasciarlo sopito, o meno considerato, per timore di non essere all’altezza.